Sport ed età avanzata

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AnzianiMi capita spesso di vedere situazioni in cui anziani fanno attività fisica. Di solito questo capita nelle mattine dei giorni feriali all'interno di strutture idonee, ma ormai si vedono tanti, un pò in là con gli anni, che spontaneamente si presentano in palestra o in un parco (tempo permettendo) per camminare, correre o svolgere gli esercizi dei famosi "percorsi vita". Tante persone ancora, però, tendono a non impegnarsi perchè pensano di essere troppo vecchi, di non poter sconvolgere le proprie routine, di non avere le forze, o non essere in grado. In realtà, così come lo sport non è precluso a nessun disabile, a maggior ragione ogni anziano potrebbe fare qualcosa avendone un beneficio.

 

Grano e Violani (2011), all'interno di una loro rassegna, evidenziano innanzitutto i benefici fisici che ogni persona avanti con l'età potrebbe avere facendo sport, partendo dai vantaggi al sistema cardiovascolare, alla possibilità di prevenire l'insorgere di patologie o problematiche (ictus, ipertensione, diabte, etc..), per finire all'aumento della forza, della flessibilità e della resistenza che portano a minore possibilità di cadere. Heyn e altri (2005) hanno sottolineato, inoltre, come fare sport in tarda età, in particolare di tipo aerobico (es. corsa, camminata), abbia un effetto positivo sul funzionamento delle attività celebrali e sui processi di controllo del corpo.

Spesso si decide di fare sport per fattori personali e sociali: voglia o necessità di sentirsi in forma, incoraggiamenti da parte di altri significativi come familiari e il medico. Sicuramente tenere alta la motivazione diventa importante ed è compito principale per chi segue la persona riuscirci, tenendo conto che l'impegni richiesto per avere dei benefici può creare inizialmente paura. L'American Heart Association (AHA) ha stabilito che ogni anziano dovrebbe svolgere almeno 3 allenamenti impegnativi a settimana per un minimo di 20 minuti, possibilmente con esercizi che migliorino la forza, la resistenza aerobica, la flessibilità e l'equilibrio. L'attività deve essere commisurata alle proprie esigenze e alle proprie capacità, spesso valutate da un istruttore competente (a cui è bene sempre affidarsi per evitari problemi).

L'aspetto importante su cui, come professionista, pongo attenzione è che la persona abbia obiettivi chiari e in linea con le proprie aspettative, che capisca che può essere in grado di svolgere il compito richiesto e che sia accompagnata, per il suo bene, in un percorso piacevole e soddisfacente

 

 

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Bibliografia

Heyn, P.; Abreau, B.C.; Ottenbacher, K.J. (2004), The effects of excercise training onelderlypersons withconitive impairmentand dementia: a meta analysis. Archives of Phisical Medicine and Rehabilitation, 85, 1694-1704.

Grano, C.; Violani C. (2011), L'invecchiamento attivo: vantaggi psicofisiologici e difficoltà socio-cognitive. In Lucidi F. (Ed.), Sportivamente, Edizioni LED, Milano.

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