La comunicazione non verbale

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Comunicazione 3Noi siamo abituati a definire comunicazione ciò che diciamo con le parole o al massimo leggiamo su uno schermo o su un libro/giornale. In realtà, come ho spiegato in un articolo precedente, abbiamo molti modi per trasmettere un messaggio ad un interlocutore (Anolli, 2012).

 

Quando usiamo i gesti, le espressioni, ci muoviamo nello spazi, tocchiamo qualcuno, anche il quel caso diamo delle informazioni. Che sia disgusto per un cibo che non ci piace, nervosismo per un camminare veloce e continuo all'interno di una stanza, vicinananza attraverso un abbraccio dopo un evento doloroso, anche se non usiamo un codice scritto o orale riusciamo comunque a far capire ciò che pensiamo. La comunicazione non verbale è, come dice il nome stesso, tutto ciò che noi esprimiamo senza l'uso di parole. Essa si divide in:

 

  • Cinesica. Le espressioni del nostro volto, i gesti, i movimenti del nostro corpo sono indicatori di ciò che stiamo pensando o di emozioni: le informazioni che prendiamo in questo modo spesso completano o sostituiscono quelle emerse dalla comunicazione verbale.
  • Paraverbale. Il tono della nostra voce, comprese le inflessioni, ci fanno capire il senso delle frasi (es. affermativa o interrogativa), quale rapporto c'è fra due persone: "mi aiuti" implica una richiesta quasi impositiva, esprimersi con un "mi aiuti?" delinea una richiesta.
  • Prossemica. La posizione in cui ci disponiamo nello spazio rispetto alle cose o alla gente. Se in uno spazio con poce persone conosciute stiamo lontano da tutti, probabilmente questo potrà essere letto come voglia di stare per i fatti propri.
  • Aptica. Individua il modo ci relazioniamo con un contatto fisico: se stringiamo la mano ad una persona che ci è stata appena presentata diamo un'immagine diversa rispetto a non farlo.

 

Saper usare questo tipo di comunicazione è utilissimo in ambito sportivo. Basti pensare a quelle situazioni in cui l'allenatore è lontano da un atleta e per farsi capire accompagna le parole a gesti inequivocabili, ma ben visibili. Conoscere come possiamo esprimerci ci aiuta a capire, anche, come sono le nostre interazioni, portandoci a pensare come, a volte, siamo condizionati (o possiamo influenzati) negativamente dai gesti degli altri. Pensa a un compagno che non risponde ad una tua richiesta... Questo non ti comunica qualcosa? Non incide sul modo in cui continuerai l'interazione?

 

 

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Bibliografia

Anolli, L. (2012). Fondamenti di psicologia della comunicazione. Bologna: Il Mulino.

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