Mental training: l'approccio C.A.M.P.O.

0
0
0
s2sdefault

 

CAMPOcerDi solito si pensa che sia necessario rivolgersi ad uno psicologo solo quando c'è un problema. In realtà ogni prestazione è il risultato di elementi tecnici, fisici, tattici, teorici e psicologici (Sands e Stone, 2005) che vanno curati al meglio per ottenere il massimo possibile: in quest'ottica, il mio compito è individuare ed insegnare tecniche mentali utili a rendere al meglio in allenamento e in gara. 

C.A.M.P.O. è il mio approccio di mental training rivolto a singoli atleti, coppie, squadre e allenatori che vogliono migliorare nella propria attività sportiva. Si basa sulla consapevolezza che esistono delle abilità e delle situazioni che ogni sportivo dovrebbe curare per rendere al meglio e che io ho racchiuso in 5 punti.

 

  • Comunicazione.
  • Autocontrollo.
  • Mentalità.
  • Pianificazione.
  • Obiettivi.

 

Comunicazione

Nello sport agonistico ci sono continue relazioni, la cui qualità incide sulle performance. Un atleta che parla con il suo compagno, che esprime le sue idee e viene ascoltato, che a sua volta considera ciò che altri gli dicono, è una persona che può collaborare per arrivare ad una prestazione eccellente. Allo stesso modo, l'allenatore ha continue comunicazioni con i suoi atleti e/o collaboratori: se non sa farsi capire o essere efficace nella sua azione, il suo apporto non può certamente essere il migliore possibile.

 

Il mio obiettivo è di aiutare le persone a comunicare in maniera efficace, impostando relazioni funzionali e di valore.

 

 

Autocontrollo

Ci sono atleti, ma anche allenatori, che quando si avvicinano a determinati eventi sono tesi, preoccupati di non riuscire ad ottenere il massimo. Sono sensazioni comuni che vanno gestite, non represse, perché sono sintomo di qualcosa che va risolto. Per farlo è importante conoscere cosa determina questa condizione, capire come controllarla o come contrastarla, se necessario.

 

All'interno del mio training cerco di trovare con le persone tecniche di facile applicazione per limitare le sensazioni negative e approcciarsi alla competizione nel miglior modo possibile.

 

 

Mentalità

Questa è una parola che tutti tirano in ballo, nello sport o nella vita. Si dice che essere positivi sia fondamentale per ottenere risultati: io sono d'accordo, perché pensare positivamente è importante, ma essere autocritici in alcune situazioni, in maniera costruttiva, permette di capire i propri errori, porsi nuovi obiettivi, pianificare il miglioramento, progredire.

 

Con il mio approccio di mental training provo a far sviluppare nella persona un modo di ragionare funzionale ad un miglioramento, cercando comunque di far acquisire fiducia nelle proprie capacità.

 

 

Pianificazione

Mi capita di parlare con atleti che vorrebbero tutto e subito, ma i grandi risultati, quelli che hanno dei benefici duraturi nel tempo, sono il frutto di un lungo e ottimo lavoro. Questo va strutturato per non rischiare di perdere tempo dietro ad aspetti inutili, per concentrare le forze verso ciò che serve davvero a raggiungere il nostro obiettivo. Pianificazione, però, è anche gestione delle situazioni pre e post gara, della competizione stessa: affidarci al caso o all'improvvisazione ci porta ad essere schiavi delle azioni altrui o degli eventi, quando dovremmo, invece, incidere il più possibile su ciò che ci accade, essere noi ad avere in mano la situazione, a determinare (per quanto possibile) le nostre prestazioni.

 

Il mio intento è aiutare le persone a strutturare un piano adeguato di azione tenendo conto di obiettivi, tempi, spazi, risorse a disposizione, bisogni e motivazioni.

 

 

Obiettivi

In ogni percorso c'è una meta da raggiungere, il problema è che a volte non è ben definita, col risultato che non sappiamo se la direzione intrapresa è giusta o ci mettiamo più tempo del previsto/desiderato. Un buon obiettivo ha tante caratteristiche che ci fanno individuare con relativa sicurezza cosa dover fare, che ci fanno capire se lo stiamo raggiungendo o meno, che ci portano ad impegnarci al massimo per ottenerlo.

 

Con il mio approccio di mental training, provo a far ragionare le persona su come porsi propositi di valore, che possano portare a soddisfazione personale e/o di squadra.

 

 

L'intervento che propongo, basandomi sui punti precedenti aspetti, viene strutturato adattandomi alla situazione e cercando sempre di proporre attività pratiche che possano avere effetti tangibili in allenamento o in gara.

 

 

Dunque... Se quello che hai letto ti ha incuriosito, clicca QUI e richiedi un appuntamento!

Vuoi avere qualche informazione in più su come lavoro? Clicca QUI

 

 

Bibliografia

Sands, W.A.; Stone, M.H. (2005). Monitoring elite athlete. Olimpi Coach, 17, 4-12.

 

Categoria: /

Questo sito utilizza i cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o semplicemente navigando nel sito, come anche cliccando su qualsiasi link in esso contenuto, si accetta l’uso dei cookie.  Per approfondire visualizza l'informativa estesa.