La preparazione della gara

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Quando guardiamo un atleta mentre sta gareggiando dagli spalti, o in tv, siamo spesso portati a giudicarlo per quello che vediamo, senza considerare uello che c'è dietro: i giorni di preparazione, le situazioni esterne che possono influire (allenatore, compagni di squadra, famiglia, etc..). Eppure io sono personalmente convinto che proprio la preparazione della gara determini ciò che si vede in una competizione.

 

Le fasi prima di una vento sportivo sono a tutti più o meno note e possono essere sintetizzate nei seguenti punti.

 

  • Definizione degli obiettivi: in ogni contesto sportivo c'è una meta da raggiungere, condiviso o meno.
  • Strutturazione di un piano: l'obiettivo ben posto individua le strategie idonee ad ottenerlo.
  • Allenamento e preparazione: la messa in pratica del piano, che dovrebbe comprendere una preparazione adeguata dal punto di vista fisico, tecnico, tattico, teorico, psicologico.
  • Le 24 ore prima di una competizione: come ci approcciamo alla competizione, se abbiamo fiducia nei nostri mezzi, attivati al punto giusto o meno.

 

Il modo in cui curiamo questi aspetti si riversa sull'efficacia della nostra azione in gara. Avrete sentito tante volte dei coach lamentarsi del cattiva settimana di allenamento per giustificare una brutta performance. In altri articoli ho spiegato cosa vuol dire avere dei buoni obiettivi e quanto lo sia, altrettanto, ricercare la giusta attivazione fisiologica. L'effetto finale che noi vediamo è sicuramente la performance, ma questa è figlia di tutto ciò che è stato fatto prima: ecco perchè alla frase "ho garaggiato male", preferisco sentire "mi sono preparato male". Mi sento il dovere di sottolineare, a questo punto, che poi molte prestazioni sono scadenti perchè inserite in un momento della stagione in cui magari si sta facendo preparazione fisica e dunque si sta lavorando per altre gare future. Ciò non toglie che se queste ultime andassero male, allora il problema persisterebbe.

Ogni aspetto della preparazione, dunque, dovrebbe essere curato al massimo. Per quel che mi riguarda il mio compito è assicurarmi non solo che vengano definiti giusti obiettivi, ma che gli atleti siano adeguatamente motivati, concentrati e "pronti" per gareggiare, in particolare sapendo gestire al meglio le ultime ore prima di una gara.

 

 

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