Oltre L'ostacolo....

....Verso l'obiettivo 

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attenzioneTi è mai capitato di spostare l'attenzione da un avversario al campo di gioco? Oppure, al contrario, di focalizzarti solo su te stesso e sui tuoi movimenti? In tutti questi casi hai indirizzato i tuoi pensieri su situazioni, persone, contesti diversi a seconda della richiesta dell'ambiente o delle tue volontà. Ma quanti tipi di attenzione esistono, in particolare nel contesto sportivo?

 

In un precedente articolo ho definito l'attenzione come l'attivazione dei sensi (vista, udito, etc.) e della mente verso un determinato oggetto, soggetto o contesto. Saperla indirizzare, focalizzarsi su stimoli corretti per un tempo adeguato, è requisito fondamentale per un atleta o un allenatore che desidera utilizzare al meglio le proprie risorse. Nideffer (1993) ha proposto un modello che ancora oggi è estramente valido per capire come le persone possono indirizzare i propri sensi. Tutto si base su due fattori fondamentali:

 

  • l'ampiezza: ci si riferisce alla capacità di rivolgersi su un singolo stimolo (ampiezza ristretta), come il movimento della mano, o a più stimoli (ampiezza ampia), ad esempio il movimento di più giocatori avversari;
  • la direzione: cambia a seconda che ci si focalizzi su noi stessi (direzione interna), come sui nostri pensieri o movimenti, o su altri (altro) al di fuori di noi (direzione esterna), ad esempio il campo o gli avversari.

 

L'incrocio tra le diverse direzioni e ampiezze crea quattro tipi diversi di attenzione.

 

  • Esterna-ampia: l'atleta deve saper cogliere ciò che accade intorno a lui per poi agire di conseguenza. L'esempio tipico è quello del giocatore che guarda il movimento della palla e dei suoi compagni per capire cosa fare ed essere utile alla sua squadra. E' lo stile che contraddistingue anche la maggior parte delle azioni degli allenatori.
  • Esterna-ristretta: l'attenzione è posta su un solo elemento del contesto in cui ci troviamo, come il movimento della palla o di un singolo giocatore. Le altre informazioni provenienti dall'ambiente vengono ignorate.
  • Interna-ampia: la persona integra varie informazioni provenienti dal proprio corpo (pensieri, sensazioni fisiche, stati emotivi) per agire di conseguenza.
  • Interna-ristretta: ci si concentra su un solo gesto o aspetto che caratterizza la propria azione (es. singolo movimento). E' molto usato in allenamenti tecnici specifici.

 

Come psicologo posso aiutare, chi lo richiede, a saper utilizzare al meglio gli stili attentivi più consoni alla propria attività, attraverso un lavoro specifico e personalizzato, rivolto anche a passare facilmente da una tipologia all'altra. Non è raro, infatti, che durante una gara sia necessario, in momenti distinti e ravvicinati, passare da una focalizzazione sul campo e/o gli avversari ad una su se stessi: più si sarà in grado di farlo con rapidità ed efficacia e maggiore sarà la possibilità che la performance sia positiva.

 

 

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Bibliografia

Nideffer, R. (1993). Attention control training. In Singer R.N., Murphy M., Tennant L.K., Handbook of research on Sport Psychology, cap. 24,542,546. MacMillian Publishing Company: New York.

 

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